Vitulano, in breve
Vitulano [vituˈlano] è un comune italiano di 2 639 abitanti della provincia di Benevento in Campania.
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L'abitato è menzionato per la prima volta nel IX secolo con il nome di Biturano. In origine era costituito da più casali dipendenti dalla città Tocco. Nel 1437 fu teatro di scontri tra Aragonesi ed Angioni. Fu occupato per poco tempo dai francesi di Carlo VIII quando cercarono di occupare Benevento. Sotto gli Aragonesi fu dato in feudo agli Acquaviva, quindi successivamente passò ai Carafa, ed ai D'Avalos, fino al 1806. Nel XV secolo Vitulano cominciò ad accrescere la propria popolazione a spese dell'abitato di Tocco. Nel 1595 fu costituito il cosiddetto Stato di Vitulano, che comprendeva 20 casali (dodici dei quali appartenevano all'università di Santa Maria Maggiore e gli altri otto a quella di Santa Croce).
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Badia benedettina di Santa Maria de Grupta: ne rimangono solo dei ruderi, situati nello spacco di montagna tra Vitulano e Solopaca: secondo la divisione demaniale del 1853, ancora oggi in vigore, è proprietà del comune di Foglianise, ma si trova in territorio di Vitulano. L'abbazia fu fondata tra il 940 e il 944 dal principe longobardo di Benevento Atenolfo II o Atenolfo III. Il monastero, nei secoli passati, aveva sotto il proprio dominio innumerevoli beni sotto forma di feudi inscritti in zone anche lontane, come Capua e Pontecorvo. A causa dello stato di degrado in cui si trovava, e dei continui assalti dei briganti, durante la visita pastorale del 1705 il cardinale Orsini sconsacrò l'abbazia, ordinandone l'abbandono.
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Tra i prodotti tipici vi sono un formaggio pecorino, il vino (aglianico di Carpineto), l'olio d'oliva e i dolci a base di castagna. Vi si estrae una varietà di marmo (marmo di Vitulano o lumachella di Vitulano), che si caratterizza per le venature rosse, utilizzato nella Reggia di Caserta e nel Cremlino di Mosca.
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È situato in una conca tra le pendici del massiccio Taburno Camposauro, tra il monte Caruso (o monte San Michele), il monte Pentime, il Camposauro, e il Pizzo Capone. Il suo patrono è San Menna eremita (divenuto protettore del paese nell'agosto 1706) vissuto nel VI secolo, invocato per il latte materno da parte delle donne che ne erano sprovviste. Il comune è formato dai casali: Capo Vitulano, Vennerici, Mattaleoni e Vallicelle, Taborni, Santa Croce e Palmieri, Iadonisi, Bracanelli, Piazza, Fontana, Tammari e Santa Maria, San Pietro in Cortedonica e Cerrilli, Lambicco, Case Sparse e Ponterutto, Mercuri, Pietremili, Fuschi di Sopra e di Sotto, Rosi, Calci, Santo Spirito, Mantelli e Santo Stefano. Il suo territorio rientra nel Parco regionale del Taburno Camposauro.
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