Paolisi, in breve
Paolisi è un comune italiano di 1 947 abitanti della provincia di Benevento in Campania.
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Lo si trova menzionato per la prima volta nel secolo IX in forma di Paulisi e precisamente nel testamento di Rateprando, il quale, in data 31 gennaio 800, dona i suoi possedimenti « in finibus Paulisi » al monastero di San Vincenzo al Volturno. La radice etimologica più convincente è quella che farebbe derivare il nome da "pau", contrazione altomedievale di " pagus" come per Paupisi e quindi con significato di " villaggio", tale toponimo appare anche in diverse località, soprattutto rurali, della Sardegna.
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Chiesa di Sant'Andrea (sec. XVII) Chiesa di San Tommaso e Cappella del SS. Rosario (fine Seicento) Abbazia di San Fortunato (di epoca longobarda; sebbene i documenti la menzionino come situata in oppido Paulisorum, è ora in territorio di Arpaia) Paolisi è ricco di palazzi gentilizi, tutti collocati lungo l'asse principale del paese. La lista seguente indica i principali, procedendo da est verso ovest.
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La fiorente economia di tipo agricolo-forestale (cereali e frutta a valle, pioppeti lungo il corso dell'Isclero, boschi di castagno in montagna), e le numerose attività artigiane che hanno contraddistinto il paese per oltre mezzo secolo, nonché l'alto numero di professionisti, che un tempo costituivano peculiarità rara e patrimonio di "cervelli", oggi ha ceduto il passo ad un'attività di tipo industriale, (manufatti in cemento, prodotti termoplastici, stabilimento di zincatura) che impattano notevolmente col territorio rurale, comportando un ulteriore abbandono delle attività agricole estensive a vantaggio di poco lusinghiere operazioni edilizie di tipo speculativo. L'attività terziario-commerciale, si concentra lungo il tratto della Strada statale 7 Via Appia.
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Confina sia con la provincia di Avellino (est-sud-est), sia con la città metropolitana di Napoli (sud-sud-ovest). Il paese si sviluppa in direzione Est-Ovest per circa 1,5 km, lungo il lato "manco" della Valle Caudina, ad un'altitudine di 270 m s.l.m. e su una superficie di 607 ettari; è sovrastato dal Monte Paraturo (927 m), propaggine occidentale della catena del Partenio; la maggior parte del territorio agricolo deriva dai depositi alluvionali-lacustri del fiume Isclero, mentre la zona montana è costituita da complessi calcarei, talvolta fratturati, con copertura piroclastica di pomici, conseguenti all'attività del Somma-Vesuvio.
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