San Marco dei Cavoti, in breve
San Marco dei Cavoti (IPA: /samˈmarko deikaˈvɔti/) è un comune italiano di 2 868 abitanti della provincia di Benevento in Campania. Il centro, di fondazione provenzale, è noto come paese del torrone, produzione tipica locale. Fa parte della comunità montana del Fortore.
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I luoghi limitrofi all'attuale centro urbano di San Marco furono abitati già in epoca preromana: il loro fulcro era la città di Cenna, corrispondente all'attuale contrada Zenna così come sostenuto da molti storici quali Filippo Cluverio, Luca Olstenio, Christoph Keller, Barthold Georg Niebuhr e Alfonso Meomartini. Lo storico antico Diodoro Siculo ricordava inoltre che Cenna era alleata dei Romani e venne assediata dai Sanniti dopo la battaglia di Lautulae.
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Chiesa di Maria SS. del Carmine (XIV secolo)Affacciata sull’omonima piazza, la chiesa fu in origine dedicata alla SS. Annunziata, fino al 1709, quando i frati domenicani del locale convento la cedettero alla Congregazione di S. Maria del Carmine e de’ Morti. Da allora assunse l’attuale intitolazione alla Madonna del Carmine. Nei secoli successivi l’edificio subì diversi rimaneggiamenti, ma conserva ancora oggi alcuni affreschi settecenteschi di notevole interesse. Alla chiesa è tuttora annessa la Confraternita del Carmine, custode di una tradizione ormai plurisecolare. Chiesa di San Marco Evangelista (1975)Sita sulla sommità del centro medievale, la chiesa attuale sostituì quella originaria che risaliva alla fondazione del paese, ed era dedicata a San Marco di Eca;
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Biblioteca comunale, ora non più presente. Archivio Storico del Comune di San Marco dei Cavoti Biblioteca del MODERN Museo con archivio famiglia Jelardi Fino alla prima metà del Novecento in paese vi erano alcuni asili privati tenuti da donne del luogo, mentre l'istruzione elementare pubblica era impartita in aule ubicate presso varie sedi e in zone rurali. Alla fine degli anni Trenta si avviò la costruzione dell'edificio scolastico su progetto dell'ing. Pietro Florio per ospitare la Scuola Elementare che nel 1942 per iniziativa del Commissario Prefettizio Ingegner Mario Jelardi venne intitolata a Giulio Cesare Baricello.
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Fino alla prima metà del Novecento in paese vi erano alcuni asili privati tenuti da donne del luogo, mentre l'istruzione elementare pubblica era impartita in aule ubicate presso varie sedi e in zone rurali. Alla fine degli anni Trenta si avviò la costruzione dell'edificio scolastico su progetto dell'ing. Pietro Florio per ospitare la Scuola Elementare che nel 1942 per iniziativa del Commissario Prefettizio Ingegner Mario Jelardi venne intitolata a Giulio Cesare Baricello.
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Il torrone è di gran lunga il più noto ed importante dei prodotti tipici di San Marco. La prima fabbrica di torroni fu aperta nel 1891 dal cavalier Innocenzo Borrillo (1871-1970); nel suo laboratorio fu concepita una svariata gamma di torroni, ma anche altri dolci, specialità di pasticceria e bibite gassate. Fra questi, il prodotto di punta sono tuttora i Baci, anche noti come Croccantino di San Marco dei Cavoti, ovvero barre di croccante composte da mandorle, nocciole e zucchero, originariamente ricoperte di naspro. Il nome, in particolare, nacque molto prima dei più famosi Baci Perugina, commercializzati solo a partire dal 1922.
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Per secoli l'agricoltura e l'allevamento sono stati la principale attività di San Marco dei Cavoti. Nell'anno 2000 la superficie agricola utilizzata era di 3 505,34 ettari. Tra le coltivazioni principali sono grano, orzo, mais, vitigni e uliveti. La differenza di altitudine nel territorio comunale, ovviamente, comporta una sostanziale diversità di utilizzo dei terreni. Tra essi i più fertili e di migliore qualità sono quelli della contrada Calisi che è a un livello altimetrico più basso e, vicina al fiume Tammaro e al torrente Tammarecchia: infatti è anche attraversata dal tratturo Pescasseroli-Candela. L'allevamento riguarda tradizionalmente ovini e bovini, questi ultimi presenti anche con esemplari della pregiata razza Marchigiana.
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Il centro storico di San Marco dei Cavoti è ubicato su un'altura ad un'altezza compresa tra i 690 e i 710 m s.l.m., uno degli ultimi contrafforti orientali dell'Appennino campano prima che degradino, nell'area del fiume Fortore, fino al Tavoliere delle Puglie. La sua posizione consente una vista panoramica che si spinge a sud fino ai monti del Partenio, ad ovest fino al Taburno e nord-ovest fino al massiccio del Matese. Il territorio comunale si sviluppa in direzione nord-sud per circa 12 km. Presso i suoi confini nordorientali si trova il monte San Marco (detto anche Telegrafo, 1007 m s.l.m.), uno dei massicci montuosi più alti della porzione orientale della provincia di Benevento.
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