Castelpoto, in breve
Castelpoto [kastɛlˈpɔto, -el-] è un comune italiano di 1 084 abitanti della provincia di Benevento in Campania.
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Il sito risale all'epoca sannitico - romana: lo confermano iscrizioni e reperti rinvenuti nel territorio. Il paese, sorto sul colle prospiciente la valle del Calore Irpino e la pianura beneventana e sviluppatosi sotto i Longobardi e i Normanni, subì le alterne vicende delle lotte tra il confinante territorio pontificio di Benevento e il regno svevo. Dopo un breve periodo di dominio pontificio, infatti, il paese fu occupato e sottomesso da Federico Il. Fu poi sotto il dominio degli Angioini, degli Aragonesi e degli Spagnoli, conservando sempre la sua identità politico - amministrativa dal Regno di Napoli all'unità d'Italia.
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Chiesa parrocchiale di San Nicola da Mira: ricostruita nel 1698; secondo la tradizione locale fu benedetta dal cardinale Vincenzo Maria Orsini, futuro papa Benedetto XIII. Cappella della Madonna di Fatima. Grotta della Madonna di Lourdes. Castello. Palazzo Ducale (già dei duchi Bartoli). Palazzo Marcangelo. Palazzo Mancini. Monumento nazionale ai valani: monumento dedicato ai valani (giovani addetti alla custodia degli armenti). La tradizione locale collega la memoria dei valani a pratiche di reclutamento e lavoro stagionale nell’area di Benevento (piazza Orsini). Centro storico (impianto tardo-seicentesco): tessuto edilizio con vicoli e case in pietra lavorata. Belvedere del Monte: punto panoramico sulla valle beneventana, posto al margine del borgo antico;
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La salsiccia rossa rappresenta una delle peculiarità di Castelpoto, tra le più rappresentative, tanto che a fine aprile il paese le dedica una nota fiera-mercato. La lavorazione è particolarmente laboriosa e complessa. Si inizia selezionando carni suine scelte (prosciutto, spalla), privandole di nervature e grasso e macinandole in modo grossolano. Stessa operazione viene effettuata con lardo e pancetta. I due ingredienti vengono mescolati tra loro e addizionati di polvere di peperoncini - dolci o piccanti - coltivati in loco, i papauli in dialetto locale. La polvere viene preparata frantumando peperoni piccoli, quelli infilati con ago e filo in collane e poi appese ad essiccare all'aria in un luogo ombroso.
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